DOTT. BARBIERA

Impianti dentali: dopo la parodontite si possono fare ?


Molti pazienti dello Studio Barbiera, a Partinico, ci chiedono se sia possibile fare impianti dentali dopo la parodontite. Su questo tema esiste anche una guida dettagliata firmata dal Centro Salute Orale, che abbiamo usato come spunto per raccontare qui il nostro approccio clinico concreto.


La risposta breve è sì. Nella maggior parte dei casi, gli impianti dentali dopo la parodontite si possono fare. Serve però un passaggio obbligato: portare prima la malattia sotto controllo. Poi si costruisce un piano su misura. Vediamo insieme come procediamo, passo dopo passo.

alla paziente viene spiegato come curare i suoi impianti

Perché gli impianti dentali dopo la parodontite richiedono cautela

C'è un motivo preciso per cui non inseriamo mai un impianto in una bocca dove la parodontite è ancora attiva. Le tasche gengivali infette funzionano da riserva di batteri. Se restano lì, prima o poi raggiungono anche il nuovo impianto. Scatenano così la perimplantite: la versione "gemella" della parodontite, ma attorno agli impianti invece che ai denti naturali.

Chi ha già avuto la parodontite parte con un rischio più alto di perimplantite. Non è un destino scritto. È un dato che ci spinge a lavorare con più attenzione, non a escludere l'implantologia.

Quando conviene aspettare prima degli impianti

Non sempre il momento è quello giusto per procedere. Rimandiamo l'intervento implantare quando:

  • ci sono ancora tasche profonde con sanguinamento attivo;
  • l'igiene domiciliare del paziente è scarsa o incostante;
  • il fumo è abbondante e non se ne prevede una riduzione;
  • il diabete non è ben compensato;
  • sono in corso terapie con farmaci che interferiscono con il metabolismo osseo.

Nella quasi totalità dei casi si tratta di ostacoli temporanei. Non sono porte chiuse per sempre.

Come capiamo se la parodontite è davvero sotto controllo

Prima di parlare di impianti dentali dopo la parodontite, verifichiamo alcuni parametri clinici precisi:

  • placca batterica presente su meno del 20% delle superfici dentali;
  • sanguinamento al sondaggio sotto il 10%;
  • tasche residue entro i 3-4 mm, senza sanguinamento;
  • nessuna infezione acuta in corso.

Solo con questi valori i tessuti offrono un terreno favorevole all'osteointegrazione. È il legame stabile tra osso e impianto. Per questo, in certi casi, preferiamo far attendere il paziente qualche settimana in più. È meglio aspettare che intervenire in anticipo.



Gli esami che facciamo prima di decidere

Per capire se e come procedere con gli impianti, la valutazione nel nostro Studio comprende più livelli:

  1. Sondaggio parodontale completo. Misuriamo tasche, sanguinamento, mobilità dei denti e gengiva cheratinizzata.
  2. Colloquio su igiene e abitudini. La costanza del paziente pesa quanto la mano del chirurgo.
  3. Panoramica e, quando serve, CBCT (Cone Beam). Ricostruiamo in 3D l'osso disponibile e la posizione di nervo alveolare e seno mascellare.
  4. Verifica dei fattori sistemici. Controlliamo fumo, diabete, farmaci in corso, precedenti recidive.
  5. Valutazione dente per dente. Decidiamo quali elementi naturali conservare e quali estrarre perché fonte di infezione.




Il percorso in tre tappe verso gli impianti dentali dopo la parodontite

1. Mettere a posto la parodontite

Prevede igiene professionale e levigatura delle radici sotto gengiva. Include anche istruzioni personalizzate su spazzolino e scovolini. Dopo circa due mesi rivalutiamo tasche e sanguinamento. Se i valori sono migliorati, si va avanti. Altrimenti si ripete la fase.

2. Intervenire dove serve ancora di più

In alcuni casi, dopo la prima fase, restano difetti ossei o tasche residue. Possono richiedere chirurgia parodontale mirata. A volte serve anche rigenerazione ossea guidata, proprio nella zona dove è previsto l'impianto.

3. Progettare l'impianto e la protesi

Solo a questo punto si passa alla parte implantare vera e propria. La progettiamo fin dall'inizio per essere facile da pulire ogni giorno. Una protesi complicata da igienizzare è il modo più rapido per rovinare il lavoro fatto fino a quel momento.




Cosa fa davvero la differenza nel tempo

Una volta inseriti gli impianti dentali dopo la parodontite, la partita non è chiusa. Gli elementi che pesano di più sulla loro durata sono:

  • Fumo. Chi fuma ha una probabilità di insuccesso implantare molto più alta rispetto a chi non fuma.
  • Diabete. Se ben gestito (HbA1c sotto il 7%) non blocca l'implantologia. Richiede però controlli più ravvicinati.
  • Igiene quotidiana. Spazzolino, scovolini e, se serve, idropulsore restano indispensabili.
  • Bruxismo. Va gestito con un bite notturno e un'occlusione studiata bene.
  • Puntualità ai richiami. È il fattore che, nella nostra esperienza, incide di più sul successo a lungo termine.



I richiami di mantenimento dopo gli impianti

Chi ha avuto la parodontite e oggi porta impianti dentali segue in Studio un calendario di controlli più stretto rispetto alla media. Vediamo l'igienista ogni 2-4 mesi. Il dentista visita il paziente una volta l'anno. Facciamo radiografie mirate per verificare i livelli di osso attorno agli impianti. È la parte meno "spettacolare" del percorso. Ma è quella che decide se l'impianto durerà anni o pochi mesi.

Il nostro punto di vista su impianti dentali e parodontite

Aver avuto la parodontite non ti esclude dagli impianti dentali. Allunga solo il percorso di qualche settimana o mese. Serve per arrivare all'intervento con i tessuti davvero pronti. È una differenza che, alla lunga, si sente eccome.

Se hai avuto la parodontite e stai pensando agli impianti dentali, lo Studio Medico Odontoiatrico Barbiera di Partinico può valutare il tuo caso specifico. Costruiamo insieme a te il percorso più adatto. Prenota una prima visita di valutazione parodontale.

Domande frequenti su impianti dentali e parodontite

Con la parodontite attiva posso comunque fare gli impianti? No. Va prima curata e riportata sotto controllo. Altrimenti il rischio di infezione attorno all'impianto è alto.

Quanto tempo passa tra la cura della parodontite e l'impianto? Dipende dal singolo caso. In genere si parla di alcuni mesi tra terapia iniziale, rivalutazione ed eventuale chirurgia parodontale.

Il diabete blocca la possibilità di fare gli impianti dentali dopo la parodontite? Se ben controllato no. Richiede però un monitoraggio più attento insieme al medico curante.

Ogni quanto vanno fatti i controlli dopo l'impianto se ho avuto la parodontite? Di solito ogni 2-4 mesi con l'igienista, più una visita annuale dal dentista.

Vuoi sapere se puoi fare gli impianti dentali dopo la parodontite?

Ogni bocca ha una storia diversa, e solo una visita può dirti a che punto sei del percorso. Lo Studio Medico Odontoiatrico Barbiera di Partinico valuta il tuo caso specifico e ti propone il piano più adatto, dalla terapia parodontale fino agli impianti.

Prenota subito la tua visita di valutazione parodontale

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